martedì 2 settembre 2014

Betty Wright: Where Is the Love


Negli ultimi mesi del 1974 cominciarono ad apparire, sporadicamente, sul magazine Billboard le prime classifiche dance ("Disco Action") basate sulla selezione di alcuni tra i dee jay più famosi di New York (Tom Moulton, tanto per dirne uno). Nel gennaio del 75 al secondo posto di questa speciale classifica c'era Where Is the Love di Betty Wright, titolo capace di raggiungere anche il 25° posto nelle classifiche di vendita inglesi e di rendere la Wright una star europea.
Il brano le valse nel 1976 anche il Grammy Award come compositrice nella sezione R & B.
In Italia, dopo il 45 giri di Shoraah! Shoraah! fu proprio Where Is the Love ad essere scelto come secondo singolo estratto dall'album Danger High Voltage. Ma non è che fu estratto tanto bene. La copertina era una fotocopia del disco precedente e il lato B del disco era... Shoraah! Shoraah!, ovvero il lato A del singolo precedente. Tutto questo, oltre a rendere poco appetibile il disco a chi aveva comprato il primo, creò confusione tra i negozianti e gli acquirenti, finendo col far passare in secondo piano un brano straordinario, che conteneva tutti i migliori elementi della nascente discomusic. Una cavalcata disco-funk dal ritmo sostenutissimo, chitarra ritmica in evidenza, una sezione fiati con il tipico sound della Sunshine Band di Casey e Finch e la voce limpida e potente di Betty Wright. Uno dei migliori singoli soul explosion, che meritava certo miglior fortuna in Italia.


Lato A: Where Is the Love
Autori: Betty Wright, Harry Wayne Casey, Richard Finch, Willie Clarke
Lato B: Shoorah! Shoorah!
Autore: Allen Toussaint
Interprete: Betty Wright
Nr. Cat.: RCA TPBO 7001
Data di uscita italiana: Luglio 1975


Clicca e ascolta su YouTube il brano "Where Is the Love"

lunedì 1 settembre 2014

Betty Wright: Shoorah! Shoorah!


Siamo ancora nel 1974 e, dopo Doctor's Orders, è il momento di un'altra americanizzazione di un brano inglese. Stavolta tocca a Shoorah! Shoorah!, incisa originariamente dallo scozzese Frankie Miller, artista di culto del white soul, e scritta da uno dei padri del soul mondiale, Allen Toussaint. 
A rendere black il brano è chiamata Betty Wright, classe 1953, leonessa del soul-funk, ancora in piena attività al momento in cui scrivo. 
Straordinaria performer, in grado di conciliare le atmosfere profane del funk con la sacralità del gospel, al punto che nel 1972 arrivò a vendere un milione di copie del singolo Clean Up Woman. Shoorah! Shoorah! ebbe un ottimo riscontro di vendite in Europa, con picchi come, ad esempio, in Olanda dove raggiunse il 12° posto nell'aprile del 1975. In Italia, grazie anche al contributo di una copertina più povera che essenziale, il successo si rivelò più radiofonico che di classifica, ma il brano, con energici accenti R & B, è oggi considerato uno dei precursori del disco sound grazie ai ricchi contrappunti dei fiati e un incisivo handclapping.
Merita una citazione anche il lato B, Tonight's the Night, uno dei maggiori successi dell'artista in USA. La Wright mostrerà, nel corso della lunga carriera, grandi qualità di autrice, collaborando alle composizioni dei grandi protagonisti del Miami Sound: George McCrae, Timmy Thomas, Jimmy Bo Horne, sino alla K.C. & the Sunshine Band. 
Il brano fa parte dell'album Danger High Voltage, in Italia marchiato da un bel "bollo" Soul Explosion che, come vedremo, contiene un'altra bomba a 45 giri, rimasta pressoché inesplosa in Italia a causa di una poco lungimirante strategia di mercato. Ma ne parleremo nel prossimo post...

Lato A: Shoorah! Shoorah!
Autori: Allen Toussaint
Lato B: Tonight's the Night
Autori: Betty Wright, Willie Clarke
Interprete: Betty Wright
Nr. Cat.:RCA XB 02006
Data di uscita italiana: Marzo 1975
 

Clicca e ascolta su YouTube il brano "Shoorah Shoraah"

domenica 31 agosto 2014

Rockin' Horse: Dancin' to the Music


Che il marchio "Soul Explosion"  avesse un enorme potenziale commerciale se ne erano accorti tutti negli uffici della RCA italiana e quindi, nel corso della pubblicazione dei tanti singoli è - diciamo così - scappato qualche logo di troppo, attribuito a brani che con l’esplosione di soul avevano poco a vedere. Il primo degli “intrusi” è stato questo Dancin' to the Music dei Rockin’ Horse.
La band, una rock band (da non confondere con l’omonima inglese, nata dopo lo scioglimento dei Merseybeats di Billy Kinsley e Jimmy Campbell) era originaria di Los Angeles, fondata dal chitarrista Lenny Macaluso, insieme al cantante Daniel Dick, Chuck O’Steen alle tastiere, Pug Baker alla batteria e Robbie Levin al basso.
Dancin’ to the Music è un brano classic rock, in quello stile che gli anglosassoni definiscono pub rock. Orecchiabile, ballabile dopo aver bevuto un paio di birre (ma anche di più) in un pub,  così come in un saloon; ma alquanto distante dalle atmosfere soul e disco, a parte una generica influenza soul-funk nell’arrangiamento delle tastiere e nella ritmica. 
I componenti della band, attiva sino al 1976, apprezzavano senza dubbio la musica nera, tant’è che, come vedremo più in là nel post dedicato, il loro secondo singolo “soul explosion” renderà più giustizia al logo.
Il legame con la black music si concretizzerà nel tempo per due componenti della band, Macaluso e O’Steen, che dal 1977 al 1981 saranno la chitarra e le tastiere della band di Tina Turner. 

Lato A: Dancin' to the Music
Autore: Leonard "Lenny" Macaluso
Lato B: Been so Long
Autori: Leonard "Lenny" Macaluso, Daniel Dick
Interpreti: Rockin' Horse
Nr. Cat.: RCA PB 10024
Data di uscita italiana: Dicembre 1974

Clicca e Ascolta su YouTube il brano "Dancin' to the Music"
 ROCKIN' HORSE - DANCIN' TO THE MUSIC

sabato 30 agosto 2014

George McCrae: I Can't Leave You Alone


Ripetere il successo di Rock Your Baby a pochi mesi di distanza dall'uscita di quel fantastico singolo non sarebbe stato facile, questo lo sapevano tutti a Miami come anche nella sede italiana della RCA in via Tiburtina. Eppure, a dicembre del 1974, era giunto il momento di apporre finalmente il logo "Soul Explosion" a un singolo di George McCrae, artista al quale, se vogliamo, si deve riconoscere l'inizio di tutto il movimento.
I Can't Leave You Alone, composta anche questa dalla premiata ditta Casey-Finch, rimane un ottimo brano soul dance, colpevole solo di avere in Rock Your Baby un predecessore troppo simile. Eppure il nuovo singolo aveva un groove più incisivo, un riff di chitarra più complesso e un arrangiamento più raffinato, ma peccava di quell'originalità capace di catturare l'attenzione al primo ascolto. 
I più diffidenti furono proprio gli americani, i cui acquisti non portarono il 45 giri oltre la 50esima posizione mentre l'Europa si mostrò più generosa con un picco, nel 1975, al nono posto in Inghilterra e al 14esimo in Italia. Comunque c'era poco da discutere, la musica di Miami stava invadendo radio, discoteche e negozi di tutto il mondo, Casey e Finch erano entrati in un trip creativo inarrestabile, che si sarebbe rivelato prolifico non solo per la loro band, ma per tutta la T.K. di Henry Stone e le etichette collegate. Non a caso questo singolo ha un lato B, sempre opera di Casey e Finch, che è una bomba, quella I Get Lifted, ripresa e campionata da vari artisti e divenuta un classico del disco-funk.

Lato A: I Can't Leave You Alone
Lato B: I Get Lifted
Interprete: George McCrae
Autori: Harry Wayne Casey, Richard Finch
Nr. Cat.: XB 02001
Data di uscita italiana: Dicembre 1974

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Clicca e ascolta su YouTube il brano "I Get Lifted"


venerdì 29 agosto 2014

K.C. & The Sunshine Band: Queen of Clubs


Harry Wayne Casey, vent'anni o giù di lì, si guadagnava la settimana alternando il lavoro di commesso in un negozio di dischi a quello di impiegato tuttofare part-time presso la T.K. Records di Miami. Richard Finch invece era un giovanissimo ingegnere del suono presso la stessa casa discografica. I due si trattenevano spesso negli studios, accomunati dalla passione per la musica, e provavano a comporre e suonare non appena ne avevano l'opportunità. E lì, da queste session più o meno improvvisate, che nacque la mitica K.C. & the Sunshine Band (e così ebbe origine, come abbiamo già visto, anche un successo come Rock Your Baby).
Nel 1973 arrivò finalmente l'ok per il primo singolo Blow Your Whistle e poi per il secondo Sound Your Funky Horn. Nulla di clamoroso a livello di vendite, ma ebbero un certo riscontro nelle classifiche R & B, al punto da guadagnarsi la fiducia per l'album Do It Good e per il terzo singolo Queen of Clubs, destinato anche all'esportazione e caratterizzato dagli interventi vocali di George McCrae. La “regina” (la traduzione letterale è Regina di Fiori come la carta da gioco, ma il titolo gioca sul doppio senso di Clubs inteso come locali da ballo)  non ebbe un gran successo in patria, ma in Inghilterra arrivò al 7° posto in classifica, tanto che convinse la produzione a organizzare un tour inglese per la band e, di conseguenza, anche gli altri paesi europei, compreso il nostro, stamparono il singolo.
L'accoglienza in Italia fu freddina, niente hit parade, qualche ascolto nei juke box e sparuti passaggi nei locali da ballo. Gli altri singoli dell'album non furono ritenuti meritori di pubblicazione, ma il seme era gettato, il primo di una serie fantastica di singoli della “K.C.” era arrivato nei nostri negozi e la band sarebbe diventata di lì a breve sinonimo di ottima disco music.
A ben vedere Queen of Clubs ha solo in embrione il sound che avrebbe caratterizzato la band. È un brano ancora troppo duro, ruvidamente energico, più vicino al Funk e al Rhythm and Blues che non a quel Miami Sound che li avrebbe resi celebri nel mondo.
Chi ama il lato più funky della band considera comunque questa traccia - e a ragione - un brano di culto della K.C. & The Sunshine Band, immancabile in ogni collezione di vinili “pre-disco” che si rispetti.

Lato A: Queen of Clubs
Autori: Harry Wayne Casey, Willie Clarke
Lato B: Do It Good
Autori: Harry Wayne Casey, Richard Finch, Betty Wright
Nr. Cat. RCA XB 02002
Data di uscita italiana: Dicembre 1974

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giovedì 28 agosto 2014

Carol Douglas: Doctor's Orders


Sulle canzoni al telefono si potrebbe scrivere un libro. In Italia, nel giugno del 1975, ce ne erano ben tre nella top ten. Una era l'adulterina Buonasera Dottore di Claudia Mori e Alberto Lupo, la seconda era la strappalacrime Piange il Telefono di Domenico Modugno e la terza era una versione americana di un brano inglese, Doctor's Orders, interpretato da Carol Douglas, originaria di Brooklyn, diva nascente della Soul Explosion, che contribuirà alla serie con un nutrito numero di singoli.
La versione inglese era cantata da Sunny e il produttore americano Eddie O' Loughlin della Midland International Records decise, con un annuncio sul magazine Showbiz, di effettuare una serie di audizioni per lanciare il brano negli States.
Il primo demo, prodotto (ma non accreditato) da Meco Monardo vide la luce nell'autunno del 74.
Il brano, già molto orecchiabile nella sua versione britannica, si avvaleva ora di una produzione raffinata, che ha gettato le basi per alcuni effetti discomusic come la "bubble guitar", qui opera del chitarrista Jerry Friedman. 
Il miglior banco di prova furono le discoteche di New York che accolsero il brano con entusiasmo. Anche le vendite premiarono la Douglas piazzando il brano all'undicesimo posto nelle classifiche americane, mentre in Italia arrivò sino all'ottava posizione. 
La voce della Douglas era molto black, con spunti funk. La disco però era destinata a un pubblico più vasto e non solo alla platea di colore, quindi la produzione di Meco, lo stesso che lanciò Gloria Gaynor e pubblicò la versione disco di Star Wars, pose l'accento sulle capacità melodiche dell'artista che però, non tradendo fino in fondo la sua timbrica, si rivelò al grande pubblico internazionale con un sound unico e riconoscibile, allegro ma grintoso. 

Lato A: Doctor's Orders
Autori: Greenaway-Cook, Stephens
Lato B: Baby Don't Let This Good Love Die
Autore: Eddie O'Loughlin
Interprete: Carol Douglas
Nr. Cat. RCA MB 10113
Data di uscita italiana: Dicembre 1974

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Crown Heights Affair: You Can't Bend My Super Rod


Nata come "Ben Iverson & the Nue Det Express" la band di nove componenti fu rinominata in occasione del loro primo album con il nome del loro quartiere originario di Brooklyn: Crown Heights. Nell'autunno del 74 i manager della RCA italiana ripescarono il singolo di debutto della band, uscito nel 1973 per inserirlo a pieno titolo nell'ondata Soul Explosion che prevedeva una raffica di 45 giri da distribuire entro Natale. 
Grafica di copertina very cheap, colori tra l'acido e lo sbiadito per un tiratissimo funk, arricchito da effetti sonori motoristici riferiti alla Super Rod del titolo e sprazzi di suono classic rock con tanto di organo solenne. 
Il sound orecchiabile, divertente e un pò caciarone di Miami era lontano, molto lontano, ma il pezzo è un piccolo oggetto di culto della produzione di questa band metropolitana che, più in là e con altre case discografiche, sfornerà brani disco-funk che scalarono le classifiche dance (You Gave Me Love su tutti).
Il brano, pur non entrando nelle classifiche di casa nostra, contribuì a rendere popolari in Italia quelle sonorità black che hanno come mentore Isaac Hayes e il suo celebre Theme from Shaft.
Tra i deejay dell'epoca, come tra quelli di oggi, grande dibattito se era meglio la versione vocale Super Rod o quella strumentale, nota come You Can't Bend My Super Rod e finita per essere il lato A del singolo. 
La questione non era peregrina, perché il groove più spiccatamente blaxploitation dello strumentale lo rende molto differente dal lato A e, a ben vedere, ottimo per alcune aperture di serate a tema.


Lato A: You Can't Bend My Super Rod (Instrumental)
Lato B: Super Rod (Vocal)
Interpreti: Crown Heights Affair
Autori: Freida Nerangis, Vernon Britton
Nr. Cat.: RCA TPBO 1065
Data di uscita italiana: Ottobre 1974

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Clicca  e ascolta su YouTube il brano "Super Rod (Vocal)"