sabato 11 febbraio 2017

Jimmy "Bo" Horne: Get Happy


Jimmy "Bo" Horne, artista di riferimento della collana Soul Explosion e già interprete del clamoroso successo Gimme Some propone nel 1977 l'ennesimo singolo tratto dall'album Dance Across the Floor. Si tratta di Get Happy, sempre con la produzione di Casey e Finch della K.C. & the Sunshine Band, anche in questo caso autori e arrangiatori del brano. La voce di Bo Horne è possente come mai, trascinante, il ritmo del brano è incisivo, con accenti caraibici e un break percussivo con protagonisti il drummer Robert Johnson e il percussionista Fermin Gotysolo, un break che sembra scritto apposta per la gioia dei deejays pronti a mixare sul groove giusto. Il brano però non sfonda, negli USA non va oltre la 19esima posizione nelle classifiche Dance, risultato buono ma non eccezionale, mentre risulta non pervenuto nelle classifiche di vendita. 
In Italia non va meglio, anzi. Forse a causa della grande produzione di singoli di genere disco e dello stesso Jimmy Bo Horne che era già al quarto singolo in una manciata di mesi. Inoltre il retro It'sYour Sweet Love era già uscito come singolo qualche mese prima...
Get Happy resta un pezzo da addetti ai lavori, passato al momento giusto dai professionisti del missaggio, che avranno certamente apprezzato la lunghezza del singolo, ben 4'23, la stessa della versione album e mix senza alcun edit riduttivo.
Il brano, come tanti di questa serie, è da riscoprire, un esempio perfetto del miglior Miami Sound degli anni 70, con un equilibrio perfetto di chitarre fiati e percussioni, il tutto con quel retrogusto latin che è quasi un marchio di fabbrica della musica soul made in Florida.
La carriera dance di Jimmy "Bo" Horne proseguirà ben oltre la fine della collana Soul Explosion e molti suoi dischi sono ancora oggi ben conservati nei case di ogni deejay che si rispetti.

Lato A: Get Happy
Lato B: It's Your Sweet Love
Autori: Harry Wayne Casey, Richard Finch
Interprete: Jimmy Bo Horne
Nr. Cat. RCA XB 2173
Data di uscita italiana: 1977

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domenica 16 ottobre 2016

J.B.'s Wedge: Bessie


Nel 1977 esce Mutha's Nature, il quarantottesimo album in studio di James Brown per l'etichetta Polydor. Cosa c'entra con questo blog? C'entra, c'entra..L'ultima traccia del lato A dell'album è Bessie, ovvero la versione vocale originale di questo 45 giri pubblicato in Italia nella serie Soul Explosion ed interpretato dalla band che allora accompagnava il Padrino del Soul, Mr. Sex Machine, il Ministro del Funk o comunque vogliamo chiamare il grandissimo James Brown.
Bessie è un brano tiratissimo, il più funk di tutta la serie Soul Explosion, ritmica frenetica, basso pulsante e fiati superlativi. Anche la parte vocale, qui ridotta ai cori della band, è funk puro che si sublima nella parte 2, totalmente strumentale.
In quegli anni James Brown e i suoi collaboratori, pur continuando a percorrere i sentieri aspri del funk, avevano cominciato a concedere qualcosa alle atmosfere disco a livello di sonorità e Bessie è uno dei migliori esempi di questa contaminazione. Non è certo un brano da classifica, e infatti ne rimase lontano, ma riusciva a trovare il suo spazio nel dancefloor per mano di quei deejay dall'anima più radicale, quelli che non potevano fare a meno nel corso della serata di rendere omaggio al black sound più puro.
Negli USA il brano uscì su etichetta Brownstone, legata alla T.K. di Henry Stone, alla quale approderà anche lo stesso James Brown nel 1980 per registrare l'album Soul Syndrome.
Gli autori di Bessie sono tutti, o sono stati, componenti dei fantastici J.B.'s, la band ufficiale di James Brown e tra questi spicca il sassofonista Maceo Parker, un monumento del funk soul in compagnia del bassista Charles Sherrell, il drummer e percussionista Johnny Griggs e il sax tenore di St. Claire Pickney
In Italia il brano va maluccio, le vendite sono scarse e i passaggi radiofonici sparuti. Bessie resta un pezzo, come si diceva una volta, "da intenditori" e questo ne fa una piccola perla a 45 giri di questa serie.


Lato A: Bessie
Lato B. Bessie (part 2)
Interpreti: J.B.'s Wedge
Autori: Charles Sherrell, Johnny Griggs, Maceo Parker, St. Claire Pickney
Nr. Cat. RCA Victor XB 2138
Data di uscita italiana: 1977

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sabato 8 ottobre 2016

Big Baboon Band: Baboo Baboon


Nel 1976, in pieno rilancio dell'immaginario scimmiesco dovuto al remake del film King Kong prodotto da Dino De Laurentiis, esce questo singolo dedicato al mercato europeo (e italiano in particolare con il lavoro dietro le quinte del maestro Pinuccio Pirazzoli) che si rivela un inedito e paradossalmente accattivante esempio di eurodisco, con spruzzate funk e latin grazie al gruppo di musicisti capitanato dal chitarrista jazz Vincent Corrao, affiancato da El Bandins (dietro il cui nome si potrebbe nascondere il batterista Ellade Bandini), le percussioni di Bettino Padello, il sax soprano di Celso Bachi e la tromba di Concetta Gaddo.
Tra versi gutturali, un handclapping ipnotico e un riff di fiati in puro stile rhythm and blues quello che ne viene fuori è un brano kitsch quanto vogliamo, ma che all'epoca era in grado di riempire le piste da ballo. La qualità dei musicisti è pregevole, oramai non era più un tabù per molti jazzisti buttarsi nella discomusic, magari con band destinate a rimanere chiuse negli studi senza mai metterci la faccia con esibizioni live.
Tant'è che il nome di questa fantomatica band rimarrà di proprietà della produzione e qualche mese dopo, con un ensemble quasi totalmente diverso, e anche con un risultato molto inferiore, uscirà un altro singolo del quale tratteremo a tempo debito.
Baboo Baboon ottiene anche un discreto successo radiofonico, la strategia di farlo passare per qualcosa di veramente esotico funzionò quanto bastava per attirare l'attenzione dei disc jockey, e il marchio Soul Explosion diede certamente il suo contributo all'operazione.
Col passare del tempo questo pezzo viene riscoperto periodicamente, a volte inserito in compilation di ispirazione "afro" altre come titolo appartenente alla italodisco, sta di fatto che il babbuino in discoteca fa ancora la sua figura...

Lato A: Baboo Baboon
Autori: El Bandins, Vincent Corrao
Lato B: A Chance for My Baby
Autore: Vincent Corrao
Interpreti: Big Baboon Band
Nr. Cat. RCA TPBO 7027
Data di uscita italiana: 1976

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sabato 10 settembre 2016

T-Connection: Disco Magic


Non è questa la prima volta che una band delle Isole Bahamas riempie le piste da ballo, il precedente c'era stato con i Beginning of the End e la loro Funky Nassau, brano di culto ancora oggi. I T-Connection rappresentano a ben vedere l'evoluzione disco del funky sound dei loro predecessori. Nel 1975 alla ricerca di un'affermazione nel circuiti musicali degli Usa si trasferiscono a Miami dove ottengono un contratto dell'etichetta Dash,sussidiaria della T.K. L'album Magic arriva alla fine del 1976 e il primo singolo Disco Magic raggiunge la sedicesima posizione delle classifiche dance americane. In Italia uscirà, senza tanto clamore, agli inizi del 1977, con una copertina dalla grafica banale e senza alcun accenno iconografico alla band  ma il pezzo si fa notare comunque tra i deejaay di casa nostra per il curioso mix ritmico tra sintetizzatori e percussioni che caratterizza tutto l'andamento del brano. Theophilus Coakley, leader della band, si rivela un mago delle tastiere elettroniche, accompagnato dal fratello Kirkwood al basso e batteria, David Mackey e Monty Brown alle chitarre e il fantastico Anthony "Monk" Flowers alle percussioni, senza dimenticare il produttore-arrangiatore-ingegnere Cory Wade, figura determinante in molte produzioni Disco di quegli anni.
Disco Magic è un buon pezzo, ha la paroletta magica "Disco" nel titolo e segue l'onda dei brani dance strumentali tanto in voga nella metà degli anni '70.
Ma non è il pezzo migliore dell'album.
La scelta di utilizzarlo come lancio della band poteva rivelarsi anche un passo falso, evitato grazie a quel mix sint-percussivo  che ha reso il brano così caratteristico da ritagliarsi un piccolo spazio nella storia della disco-music, fissando al tempo stesso l'immagine dei T-Connection come un gruppo di qualità e innovativo, cosa che sarà ampiamente confermata in seguito con il secondo singolo Do What You Wanna Do, del quale ovviamente tratteremo, ma a tempo debito.
I T-Connection rappresentano una delle migliori espressioni della commistione tra funk-disco, due generi che sono molto più difficili da miscelare di quanto possa sembrare. L'energia e la durezza del funk è ammorbidita dal tappeto percussivo ostinato ma elegante di Tony Flowers e le tastiere oscillano tra fraseggi easy listening ed esplosioni ritmiche delle quali Disco Magic offre solo un assaggio. Musica preziosa per le dancefloor e per le orecchie quella dei T-Connection.

Lato A: Disco Magic
Autori: Cory Wade, Theophilus Coakley
Lato B: Monday Morning
Autori: Theophilus Coakley, Marion Mason
Interpreti: T-Connection
Nr. Cat. XB 2132
Data di uscita italiana: 1977

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domenica 28 agosto 2016

Lou Matera: My Sun is Shining (O' Sole Mio)


E siamo arrivati quasi alla fine del 1976 e il protagonista di questo post di non è certo un brano qualunque, ma una incredibile versione disco di O Sole Mio. Leggenda vuole che Lou Matera fosse un marine degli Stati Uniti di stanza in una base italiana e che avesse una grande passione del canto e la soul music. In quegli anni la disco imperava oramai anche nel nostro Paese e il maestro Joe Mazza alias Gianni Mazza (sì, proprio lui, uno dei protagonisti della trasmissione Quelli della Notte di Renzo Arbore) ebbe l'idea di coinvolgere Lou in questa operazione discografica che di soul ha ben poco oltre al simbolo della collana. 
Eppure il brano, kitsch quanto vogliamo, funzionò bene, anche se più in radio e nelle classifiche di vendita che non nelle discoteche, dove i deejay con un minimo di groove nell'orecchio non potevano non storcere il naso.
Nell'operazione era coinvolto un altro americano d'Italia, il cantante Charles W. Cannon, che tra le varie collaborazioni di quel periodo ne vanta una con il Maestro Piero Umiliani per la colonna sonora di Blue Nude (1977). Il tuttofare Cannon si occupò dei testi in lingua inglese nonché del lato B del singolo di Matera.
Al successo contribuì anche l'apparizione televisiva a Disco Mare, manifestazione canora dove i cantanti si esibivano nelle discoteche più famose delle nostre coste, con gran finale in Sicilia e passaggio in prima serata sul Primo Canale Rai.
My Sun is Shining appartiene a quella manciata di singoli della collana Soul Explosion che sono figli della creatività, chiamiamola così, dei discografici della RCA che, non appena potevano, piazzavano il logo di questa serie sulle copertine, sfruttando la popolarità della musica nera e disco di quegli anni.
L'astro di Matera si spense dopo il secondo singolo, Disco Yodel, che miscelava il tipico canto delle Alpi Svizzere alla Disco, sul quale quantomeno si ebbe il pudore di non apporre il marchio dell'esplosione Soul...

Lato A: My Sun is Shining (O' Sole Mio)
Autori: Alfredo Mazzucchi, Eduardo Di Capua, Giovanni Capurro, Charles W.Cannon
Lato B: P's and Q's
Autore: Charles W. Cannon
Interprete: Lou Matera
Nr. Cat.: RCA TPBO 7025
Data di uscita italiana: 1976

sabato 30 aprile 2016

Betty Wright: Open the Door to Your Heart


Nel 1976 esce il quinto album di Betty Wright, intitolato, guarda caso, ...Explosion!. L'impronta del Miami Sound è ora indelebile, l'artista conserva la sua anima soul e rhythm and blues ma le atmosfere sono più allegre, rilassate, ballabili e spensierate rispetto a molti brani del suo precedente repertorio.
Open the Door to Your Heart è la cover di un classico del soul di Detroit, inciso da Darrell Banks nel 1966, passato alla storia come uno dei brani più celebri del Detroit Sound a non essere pubblicato dalla Motown. 
Nella sua interpretazione Betty Wright propone ancora una volta la sua voce possente ed incisiva su una ritmica disco, il tutto sotto l'occhio attento del produttore Willie Clarke (Miami, Latimore,George McCrae,Timmy Thomas, T-Connection...).
Il singolo venne pubblicato solo in Italia, peraltro con scarso successo, dove nessuno quasi conosceva l'originale. Le atmosfere Northern Soul filtrate in stile disco non fanno breccia nè in radio nè nelle discoteche, nonostante la qualità dell'artista e dei musicisti che l'accompagnano.
Inoltre è il caso di segnalare che per il mercato anglosassone la scelta del singolo cadde su If I Ever Do Wrong, uno dei due brani lenti dell'album, una ballata soul intensa e raffinata, a conferma della diversa strategia di mercato e tradizione che riguardava l'artista rispetto al territorio. D'altra parte Betty Wright non era nuova a questo genere  di situazioni, visto quanto era accaduto con Tonight's the Night, uno dei brani più famosi dell'artista, uscito in Italia solo come lato B di Shoorah! Shoorah!

Lato A: Open the Door to Your Heart
Autori: Bettye Crutcher, Raymond Jackson, Homer Banks
Lato B: Don't Forget to Say I Love You
Autori: Betty Wright, Willie Clarke
Interprete: Betty Wright
Nr. Cat. RCA Victor TPBO 7026
Data di uscita italiana: 1976

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domenica 17 aprile 2016

Faith, Hope & Charity: Life Goes On


Van McCoy (1940-1979) , il direttore d'orchestra e compositore di Washington affermatosi a New York, famoso nel mondo per la sua The Hustle, nel 1976 si dedica con grande impegno alla produzione del quarto album dei Faith, Hope & Charity, la band soul-disco originaria della Florida. L'idea è quella di proporre un album gioioso, brillante che abbandonasse gli accenti funk del primo LP per una coralità orchestrale e ritmica in linea con i tempi e cn l'allegria e la voglia di ballare di quegli anni. Il brano guida dell'album, dal titolo omonimo, è composto dallo stesso Van McCoy e interpretato con grande trasporto dal trio. La partenza è percussiva, trascinante ma il vero mood del brano è il crescendo corale e orchestrale, la vocalità con accenti gospel che celebra la vita e la necessità di godersela, di guardare avanti, e il ballo, la dance, è un complemento fondamentale di questa filosofia. Al progetto partecipano fior di musicisti, tra i quali il batterista Steve Gadd e il tastierista Richatd Tee.
Nel 7 pollici i break percussivi e strumentali sono meno prolungati ed incisivi rispetto alla versione dell'album e del mix, pertanto il singolo risulta molto più sbilanciato verso la melodia, e di fatto meno godibile sia in radio che in pista. Le classifiche non lo premiano, il singolo raggiunge solo la 65esima posizione nella classifica R & B in USA e anche in Italia resta nascosto negli scaffali dei negozi. Eppure, soprattutto grazie alla versione 12", i deejays lo scoprono e lo riscoprono. Il tocco autoriale di Van McCoy lo rende perfetto per i ballerini di hustle, soprattutto in quelle discoteche frequentate dalla emergente borghesia nera negli States, quegli stessi locali che di lì a breve sanciranno il successo di gruppi quali gli Chic e la S.O.S. Band i cui accenti funk e ritmici in quegli anni sono sempre stati più graditi al pubblico rispetto alla commistione tra soul e disco dove la vocalità ha un ruolo determinante.


Lato A: Life Goes On
Lato B: A Time for Celebration
Autore: Van McCoy
Interpreti: Faith, Hope & Charity
Nr. Cat. RCA Victor TPBO 7029
Data di uscita italiana: 1976

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